GIORGIO PAPARELLA

MOSTRA: Dal Tibet perduto di Fosco Maraini a quello ritrovato di Giorgio Paparella
Dal 25 al 31 luglio 2016 | Palazzo Scotto Niccolari, Via Medaglie d'oro 7,  Albenga

 

Manager provinciale AFI - FIAF
Presidente del Fotoclub Saonensis

Giorgio Paparella, AFI, nato a Dego nel 1943, si trova a lavorare nei laboratori di ricerca della Ferrania, ove nascono le sue notevoli conoscenze di tutto quanto ruota intorno alla fotografia dal punto di vista tecnico. Nella sua piccola camera oscura di Savona, egli stampa da sé le sue opere, colore compreso. Il suo è un cammino inverso a quello del tipico fotoamatore che, in genere, scopre prima l'immagine, lo scatto, e successivamente intraprende una faticosa ricerca per scoprire i misteri attorno ai materiali, allo sviluppo e alla stampa.
Le sue prime fotografie sono degli anni settanta e coincidono con l'iscrizione alla F.I.A.F., la principale Associazione fotoamatoriale italiana, nei cui circuiti (concorsi e mostre), Paparella otterrà riconoscimenti e si formerà una personale cultura visuale.
Gradualmente nasce in lui la voglia di osservare, di capire, di conoscere il mondo. Cominciano i viaggi e vengono gli anni della passione per le proiezioni di diapositive in dissolvenza incrociata. Col procedere delle esperienze, prende a percepire quanto il ruolo del fotografo possa essere quello di ascoltare e di ottenere un ritratto che divenga emblematico di una storia umana in cui riconoscersi al di là delle differenze. Nei suoi viaggi inizia ad esplorare luoghi sempre meno tradizionali e sempre più lontani dalle rotte battute. Nelle sue fotografie non cerca effetti scenici e non si concentra in una ricerca estetica, bensì si affida alla macchina fotografica per trovarvi la forza e la capacità di "evocare l'umano". Il suo occhio tradisce a tratti la voglia d'impegno, eppure rimane sempre dentro una corrente di empatia quando scrive la sintassi del linguaggio della condizione umana. Accade così che alcune delle sue opere assumano candidamente, quasi inconsapevolmente, una triplice dimensione: fotografia, documento e opera. La fotografia di Paparella con semplicità si pone davanti a noi, si lascia guardare, interpretare, capire, mostra scorci di umanità, e poi...insegna qualcosa.

Alcuni titoli di sue Mostre personali e portfolio:

  • Mali-Harmattan il vento che racconta
  • Perù : ultimo sono Inca
  • Siria: Il tempo ritrovato
  • Nepal: L'altra metà del cielo
  • Cina: A sud delle nuvole lungo la via della seta
  • Appunti dall'India
  • Mozambico: Hanseniani un popolo nascosto
  • Yanomami: Quale futuro?

Con l'impegno per associazioni quali AIFO (lotta alla lebbra, alle disabilità) o I CARE (sviluppo compatibile e microcredito nel Tamil Nadu – India), le sue immagini accentuano il carattere didascalico e, sospinte da un' ansia civile, a tratti, sfiorano il giudizio. Questo non impedisce a Paparella, Presidente del circolo fotografico Saonensis DLF di Savona, di continuare a vincere premi e di presentare interessanti lavori come la mostra sul G8 a Genova dal titolo: "Un altro mondo è possibile".

 

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